Ucraina

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UCRAINA


         Cuore e culla della civiltà slava orientale, prima Rus’ di Kyiv da cui tutto quel mondo ha preso il nome con cui lo identificavamo, l’Ucraina è la terra che ha dato inizio al processo di identificazione nazionale e di organizzazione statale degli Slavi orientali, stringendo rapporti politici, ma sopratutto culturali con Bizanzio e con Roma. Paese di sconfinate pianure e foreste, di grandi e lenti fiumi, nella sua storia ha conoaciuto per oltre due secoli l’oppressione dei Mongoli, I terribili cavalieri venuti dall’Oriente. Asorbita poi dall’impero zarista, ha manifestato l’amore del suo popolo per la libertà prima nella “republica dei cosacchi”, una forma di “stato democratico” prima del tempo, poi nei successivi i tentativi di riacquistare l’independenza; e infine, nella lotta, sempre vivissima nella memoria, contro gli occupanti nazi-fascisti durante l’ultimo conflitto mondiale, quello che gli ucraini chiamano la loro “grande guerra patriotica”.

         È a partire dall’Ucraina, da Kyiv “madre di tutte le città russe”, come la definitiva una cronaca scritta intorno al Mille, da questa terra di passaggio tra la parte occidentale e quella orientale dell’Europa, che si è formata quell’anima generalmente detta “russa”, in cui da sempre convivono un’altra spiritualità e un senso profondo del nostro comune destino. È questa la patria di taras Scevcenko, il “grande aedo” della terra ucraina, che ne ha cantato i paesaggi, l’anima, la vita dura degli abitanti, l’nelito alla libertà; del grande Nikolai Gogol, che ha fissato nelle “Anime morte” la condizione delle masse di contadini “servi della gleba”; di Modest Mussorgski, che ha trasfuso nel romanticismo della sua musica forza e tristezza; del pittore Kasimir Malevich; e poi, in tempi più recenti, dei pioneri del cosmo Eduardo Ziolkovskiy e Serghiy Korolev e di molti altri, che noi all’Occidente siamo abituati a chiamare “russi”.

         Un tempo detta addirittura “granaio d’Europa” per la fertilità della sua fascia di “terra nera”; ricca di minerali, anche rari ‘ ma purtroppo non di petroloi ‘ e di industrie sopratutto nel settore pesante, l’Ucraina è certo un Paese potenzialmente ricco. Ma, dopo lo stallo e la recessione economica già in atto da tempo quando faceva parte dell’URSS, si è trovata ad affrontare nei primi anni della sua indipendenza una grave crisi economica dovuta alla secessione dell’URSS ed al venir meno dei precedenti legami economici dell’epoca sovietica, che prevedevano l’interdipendenza dei vari Stati. E il mutamento di sistema economico nella fase di transizione ha richiesto e richiede purtroppo, anche sacrifici, che spesso, come ovunque accade, ricadono sopratutto sulla parte più debole della popolazione.

        Ora che la situazione generale, dicono i dati ufficiali ‘ come ad esempio la diminuzione dell’inflazione e l’aumento della produzione -, è migliorata, l’Ucraina può con più fiducia guardare al futuro.

         Già adesso essa guarda al nostro Paese come ad uno dei suoi principali partners economici: molti sono gli impreditori italiani in Ucraina e molte le importazioni nell’uno e nell’altro verso, tanto che l’Italia è al secondo posto per volume di affari.